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CARLO EZECHIELI

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Il paesaggio cinetico
Nuove dimensioni abitative e nuovi metodi di rappresentazione

Il mio argomento parte da considerazioni circa alcuni recenti sviluppi recenti che stanno influendo in modo rilevante sul nostro modo di abitare. Mi riferisco in particolare alla crescita esponenziale di reti di comunicazione e di trasporto che : sempre piu' intricate, tecnologicamente avanzate ed ormai diffuse su scala planetaria sono orami in grado di stabilire sistemi di interrelazione tra gruppi, individui ed attivita' prima dĠora inimmaginabili. Sistemi di telecomunicazione sempre piu' profondamente complementari ai sistemi di connessione fisico-infrastrutturali, anziche' sostituiture la necessità di movimento come viene ottimisticamente proposto in questa immagine di una nota azienda telefonica (il cui slogan e' "Viaggio di lavoro?" "No, lavoro che viaggia") sembrano accentuarla come emerge da questo grafico del servizio di statistica degli Stati Uniti. Ed e' cosi che parafrasando la pubblicita' di Telecom con sempre piu' "lavori che viaggiano" si verificano sempre piu' "viaggi di lavoro". Si afferma pertanto uno spazio sempre piu' brulicante di flussi integrati sia di comunicazione che di movimento. Manuel Castells ha definito questo processo con una sorta di slogan (non privo di spettacolarita'): "The Rise of the Network Society", vale a dire "l'ascesa della societa' delle reti". Negli schemi abitativi della societa' delle reti il movimento diventa una condizione in base alla quale si svolge ormai buona parte della nostra esperienza di tutti i giorni. L'esperienza sia delle qualita' sensoriali che della struttura dei paesaggi urbani, tende cosi' a dipendere sempre di piu' da una nuova dimensione cinetica.
Questi sviluppi ci pongono di fronte ad alcuni interrogativi fondamentali:

-Come si evolve il concetto di paesaggio nel contesto geografico ed insediativo attuale?

-Come, e' possibile rintracciare nuovi strumenti di comunicazione dellĠattuale struttura del paesaggio?

-Come finalizzare nuove metodologie di rappresentazione del paesaggio alle esperienze di progettazione e pianificazione?

Prima di proseguire vorrei pero' precisare che il concetto del paesaggio tende spesso ad assumere significati molto diversi rispetto al contesto in cui si colloca e di conseguenza a diventare piuttosto vago. In relazione agli argomenti che mi appresto ad affrontare, il concetto di paesaggio, ricade nella categoria delle cosiddette "scienze di relazione". Gli aspetti su cui intendo concentrarmi non sono pertanto quelli "psicologici" e percettivi, ma sono piuttosto quelli tangibili che analizzano il paesaggio, in relazione all'intervento progettuale, sia dal punto di vista della sia struttura spaziale che visuale. Ma come incide il moto rispetto alla caratterizzazione formale ed alla percezione del paesaggio? Sulla base della percorribilita' su reti connettive contemporanee viene introdotto doppio effetto.

Da una lato, il movimento veloce non consente molte possibilità per soste, cambiamenti di direzione, esplorazioni collaterali all'itinerario principale. L'involucro del veicolo interpone un diaframma tra il viaggiatore ed il contesto inquadrando la visione rispetto all'esterno ed escludendo per buona parte il contattocon l'atmosfera o rumori. Queste caratteristiche rendono l'esperienza cinetica un fatto eminentemente visivo, tant'e' che i luoghi piu' importanti delle strip di Las Vegas descritti da Robert Venturi (1969), esclusivamente percorribili in automobile, sono indentificati da segnali ottici piu' che da veri e propri caratteri architettonici.
Dall'altro lato la condizione di movimento, pur limitando l'esperienza del contesto a relazioni eminentemente visive, influisce in modo determinante sulle caratteristiche complessive del paesaggio e sui suoi principi di conformazione. Il transito veloce impone accorgimenti tecnici che tendono ad aumentare il ruolo esclusivamente connettivo del percorso. Cio' che nella citta' tradizionale poteva essere posto a contatto con la strada deve ora essere posto ad una certa distanza. I paesaggi e gli assetti abitativi delle cosiddette "citta' diffuse" tendono inoltre a delinearsi sempre di piu' come insiemi di elementi a se' stanti. Non esistono facciate a delimitare strade ed oltre la cui superficie e' necessario inoltrarsi al fine di comprendere la struttura di un determinato contesto urbano: nella "citta' diffusa" la struttura insediativa e' direttamente intelleggibile. In questo contesto solo il movimento veloce permette di cogliere interamente la discontinuita' strutturale di questi luoghi costituiti da una successione di sequenze, soglie e intervalli spazio-temporali. La situazione cinetica introduce rispetto al concetto di paesaggio una nuova variabile dinamica che viene scandita non solo in base a rapporti spaziali, a concetti come vicino-lontano, qua-la', sopra e sotto, ma anche secondo sequenze temporali.

Con la relativizzazione della posizione dell'osservatore data dal movimento, vengono introdotti nuovi parametri, nuovi criteri di rapporto tra gli elementi descritti o rappresentati.
La contemporanea condizione di movimento pone pertanto lo studio ed il disegno del paesaggio e dei luoghi in cui abitiamo di fronte al problema di restituire o define unĠesperienza basata su innumerevoli punti di vista. Tuttavia il movimento, pur affermandosi come condizione di base per l'abitare, pur venendo gradualmente e piu' o meno inconsapevolmente introdotti, in base a questa condizione emergente, nuove forme di espressione architettonica (come nelle architetture di Zaha Hadid). Pur cambiando sostanzialmente il nostro modo di occupare, controllare e strutturare gli spazi. Gli strumenti di rappresentazione della forma e della struttura del contesto, rimangono ancorati alle modalita' di insediamento tradizionali, caratterizzate da una sostanziale stabilita' degli assetti. Questa situazione ci pone pertanto di fronte alla sfida di poter costituire sistemi di descrizione in grado di rappresentare la situazione dinamica che emerge rispetto ad un paesaggio multiforme e multitemporale ormai ampliamente strutturato in base ad una nuova dimensione cinetica.

Rispetto al problema nell'indagine nella struttura, mi serviro' di una picccola metafora. Il regista Wim Wenders in un intervento tenutosi a Tokio nellĠottobre del 1992 e rivolto ad un pubblico di architetti, afferma:

"(...)Una strada una fila di case, una montagna, un ponte sono per me qualcosa di piu' che un semplice sfondo. Possiedono infatti una loro storia, una personalita', un'identita' che deve essere presa sul serio(...)Nel corso degli ultimi anni ho avuto la fortuna di lavorare in Australia e ho avuto la fortuna di conoscere gli aborigeni. E mi sono sorpreso come per loro ogni singola conformazione del paesaggio incarni un paesaggio mitico. Ogni collina, ogni roccia porta in se' una storia intimamente legata alla loro epoca mitica."


Come prendere quindi in considerazione le risorse date dalle strumentazioni multimediali o cinematografiche che pur restituendo il carattere sequenziale del paesaggio cinetico, si limitano, riprendendo le parole di di Wenders, allo "sfondo", senza narrare la "storia" di ogni componente di tale paesaggio, vale a dire la sue ragioni strutturali, intese sia in termini spaziali che visuali? Il problema fondamentale e' pertanto quello di poter ricostituire l'esperienza sequenziale che si verifica attraversando il paesaggio ad una certa velocita' e lungo un determinato corridoio di percorrenza non solo rispetto alle qualita' sensibili ma anche alla sua struttura. Molti studi sono gia' stati compiuti rispetto al problema della rappresentazione di un paesaggio dei movimento. La maggior parte risalgono agli inizi degli anni '60 nel periodo della prima massiccia ondata di motorizzazione negli Stati Uniti.

La consapevolezza dell'emergere di una nuova dimensione cinetica, tuttavia, non ha ancora suggerito la definizione di nuovi metodi di descrizione. Dal punto di vista delle discipline di progettazione e pianificazione il problema dell'elaborazione di strumenti adatti a restituire la condizione del paesaggio cinetico non e' stata finora molto approfondita, specialmente sotto il profilo degli sviluppi progettuali. Attualmente, con lo sviluppo di strumentazioni multimediali e di modellizzazione computerizzata sempre piu' evolute, le esperienze di restituzione di immagini in sequenza sequenziali e di esperienze di movimento si e' diffuso anche a discipline come la medicina, con processi di indagine non invasiva come la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC), e con la possibilità di diagnostica per immagini attraverso la restituzione e di assemblaggio di "walk-through" nel corpo umano, prima d'ora innimaginabili. In questi casi all'indigine di tipo analitico, che procede con l'aquisizione e dati e la loro ricomposizione in forme o modelli, si integra una esplorazione visuale di "paesaggi" prima d'ora inimmaginabili. Il "Visible Human Project" probabilmente il piu' completo atlante anatomico mai realizzato, si basa proprio sulla ricomposizione in sequenza di migliaia di fotogrammi delle sezioni trasversali del corpo di un giustiziato (...ahime') delle carceri del Texas. Le esperienze pionieristicamente intraprese da Lynch, Hopkinson, Jantzen tra gli altri, hanno aperto la questione sul problema del paesaggio del movimento ma non hanno potuto approfondire, prevalentemente a causa di limitazioni di tipo tecnico, nuovi metodi e nuovi strumenti di descrizione e rappresentazione.

Le possibilità date dalle tecnologie avanzate di elaborazione dati nonche' dalle strumentazioni multimediali offrono ora soluzioni inedite nella restituzione della condizione cinetica che vanno necessariamente prese in considerazione. Sebbene alcuni studi siano gia' stati compiuti nell'uso di queste tecnologie, essi non sono ancora in grado di definire supporti adeguati per lo sviluppo di operazioni progettuali. Prima di sviluppare nuovi strumenti di descrizione e restituzione delle qualita' del paesaggio e' pertanto necessario domandarsi: cosa e' necessario descrivere e soprattutto da quale punto di vista?
La sperimentazione richiede ancora molto lavoro, ed i risultati potrebbero incidere in modo significativo non solo sull'evoluzione degli strumenti e dei metodi, ma anche sui concetti spaziali connessi alla descrizione e di rappresentazione del paesaggio. L'impiego di strumentazioni multimediali si sta evolvendo notevolmente nel campo della pianificazione di sistemi di trasporto e viabilita'. NellĠambito di queste esperienze il contributo del nostro gruppo di lavoro si basa sullĠutilizzo di strumenti avanzati di elaborazione dati e rappresentazione cartografica ed intende giungere alla definizione di una stratigrafia multiassiale computerizzata, indirizzata a due casi campione del paesaggio lombardo.


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